Principali patologie intestinali croniche a carattere infiammatorio e non: approccio fitoterapico

Pubblicato il 1 settembre 2016

Sintesi della Tesi di Davide Ferrilli

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L’ approccio fitoterapico trova efficace utilizzo nel trattamento dei sintomi tipici delle varie affezioni intestinali di tipo cronico con un notevole beneficio per il paziente. Varie sono infatti le piante usate per la risoluzione o l’attenuazione di specifici sintomi legati a disturbi intestinali a carattere cronico, sia di tipo funzionale, come la stipsi cronica e la sindrome dell’intestino irritabile (SII) che patologico, come le patologie infiammatorie croniche intestinali (MICI).

Le principali disfunzioni croniche intestinali trattate (stipsi cronica e SII) possono essere trattate efficacemente o notevolmente migliorate con il solo approccio fitoterapico mirato.

Per quanto riguarda invece le principali patologie infiammatorie croniche a carico dell’intestino (MICI) (Morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa) sono in sperimentazione rimedi fitoterapici volti a controllare sia la gravità dei sintomi che la frequenza e l’intensità delle ricadute della malattia. In tal caso la fitoterapia è però sempre sinergica al trattamento farmacologico.

Le piante trattate possono essere suddivise in base alla loro azione terapeutica e al loro meccanismo d’azione. Alcune di esse possono trovarsi in diverse categorie poiché presentano contemporaneamente attività curative diverse.

Aloe

I rimedi fitoterapici analizzati possono essere infatti distinti in:

  • piante lassative che agiscono sulla stipsi. Queste possono essere suddivise in base al loro meccanismo d’azione in: piante ad attività stimolante la peristalsi intestinale (Aloe (nello specifico il succo di questa pianta), Senna e Rabarbaro); piante con azione lassativa volumetrica osmotica (Manna); piante ad azione lassativa volumetrica adsorbente (Psillio, Ispaghul e Glucomannano).
  • piante riequilibranti che hanno effetti benefici sull’irregolarità delle evacuazioni, cioè Papaya, Mirtillo Rosso e Aloe (nello specifico il gel fogliare della pianta)
  • piante carminative che impediscono la fermentazione intestinale risolvendo o attenuando il meteorismo, quali Finocchio, Anice e Menta.
  • piante ad azione antispastica e rilassante che decontraggono la muscolatura liscia addominale con positivi effetti sul dolore addominale. Queste si distinguono in base al loro meccanismo d’azione in: piante con meccanismo diretto sulla contrazione involontaria dell’intestino, cioè Camomilla, Melissa, Angelica, Menta e Passiflora; piante che agiscono principalmente sul sistema nervoso centrale e sul meccanismo di risposta psicosomatica, come il Fico.
  • piante ad azione antidiarroica che inibiscono la secrezione intestinale diminuendo la frequenza delle evacuazioni, quali Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla;
  • piante ad azione antinfiammatoria sistemica che riducono i processi flogistici a carico della mucosa intestinale. Queste sono suddivise in base al loro meccanismo d’azione in piante ad attività antinfiammatoria indiretta, come il Ribes Nigrum e piante ad azione antinfiammatoria sistemica diretta, cioè Zenzero, Boswellia e Curcuma.
  • piante ad azione lenitiva e protettiva locale che trattano l’irritazione della mucosa enterica e promuovono la cicatrizzazione di eventuali ulcerazioni e lesioni conseguenti all’infiammazione cronica tissutale a livello degli epiteli intestinali. Queste vengono distinte in base alla loro diversa composizione in piante ad alto contenuto di mucillagini, come Aloe (nello specifico il gel fogliare della pianta), Malva e Altea, e piante ad alto contenuto in tannini, quali Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla.

Sono state trattate, per ognuna di queste classi fitoterapiche, le piante con attività terapeutica più conosciuta e studiata, fermo restando che i rimedi erboristici per la cura dell’intestino facenti parte delle categorie sopra citate sono molto più numerosi.

Per il trattamento della stipsi cronica, i fitoterapici di elezione sono le piante ad azione lassativa volumetrica adsorbente (Psillio, Glucomannano e Ispaghul). Queste possono essere poi occasionalmente usate in sinergia con piante ad azione lassativa osmotica (Manna) e solo in casi eccezionali con piante ad alto contenuto di antrachinoni, come Aloe (succo), Senna e Rabarbaro.

Le piante ad azione lassativa volumetrica adsorbente sono infatti ricche di fibre vegetali adsorbenti (fibre solubili). Queste fibre rendono più morbide e voluminose le feci che, grazie proprio a questo aumento di massa, stimolano la peristalsi delle pareti enteriche accelerando quindi il transito nel lume intestinale e favorendo così l’evacuazione. Il problema della stipsi cronica risulta spesso totalmente trattabile con i soli fitoterapici ad alto contenuto di fibre solubili.

Anche l’approccio fitoterapico alla sindrome dell’intestino irritabile (SII) risulta essere utile per contrastare tutti i sintomi di questo disturbo funzionale enterico.

Una buona terapia con le piante deve infatti andare ad agire sulle diverse problematiche legate a questo disturbo. A causa di ciò è spesso necessario utilizzare più rimedi fitoterapici contemporaneamente per avere risultati ottimali in termini di ripristino della normale funzionalità intestinale, con notevoli benefici sul tenore di vita del soggetto.

Possono essere utilizzate con successo, in questo disturbo funzionale, le piante ad azione riequilibrante sul sistema gastrointestinale, come Papaya, Mirtillo Rosso e Aloe in gel, le piante ad azione rilassante e antispastica (Camomilla, Melissa, Angelica, Menta, Passiflora e Fico) e le piante ad azione carminativa, cioè Finocchio, Anice e Menta.

Presenta effetti benefici sulla sindrome dell’intestino irritabile anche l’utilizzo di piante ad azione lenitiva e protettiva a livello della mucosa intestinale quali Aloe (in gel), Malva, Altea, Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla.

Nella sindrome dell’intestino irritabile con diarrea prevalente l’utilizzo di piante ad attività antidiarroica (Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla) può dare effetti positivi sul quadro clinico.

the e mirtilli

Nella variante a stipsi prevalente, invece, possono risultare utili le piante ad azione lassativa volumetrica, cioè Psillio, Ispaghul e Glucomannano.

Molti rimedi vegetali possiedono più attività terapeutiche contemporaneamente per cui risultano efficaci nella cura di più di un sintomo della sindrome.

L’approccio fitoterapico nelle patologie infiammatorie croniche intestinali, quali Morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, è invece studiato per essere di supporto alla tradizionale terapia farmacologica allopatica e ha quindi come obiettivo la diminuzione dell’assunzione dei medicinali tradizionali sia in termini di dosaggio che di durata della terapia.

I fitoterapici utilizzati nelle patologie infiammatorie croniche intestinali trovano infatti la loro massima utilità nelle fasi quiescenti di queste malattie poiché riescono a contenere la lieve infiammazione intestinale presente aiutando in tal modo a prevenire la fase di ricaduta.

Vari studi attualmente in corso sono comunque volti a valutare la possibilità di sostituire totalmente il fitoterapico al farmaco di impiego tradizionale nelle fasi quiescenti della patologia, almeno nei casi di soggetti affetti da malattia infiammatoria cronica intestinale con manifestazioni più lievi.

I prodotti fitoterapici utilizzati nel Morbo di Crohn e nella rettocolite ulcerosa sono principalmente rimedi vegetali ad azione antinfiammatoria sistemica diretta (Curcuma, Zenzero e Boswellia) e indiretta (Ribes nigrum), che spengono o limitano i meccanismi flogistici presenti sulla mucosa intestinale dei soggetti affetti da MICI, e piante ad azione lenitiva e protettiva locale (Aloe in gel, Malva, Altea, Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla), che agiscono invece proteggendo gli epiteli enterici e favorendo la cicatrizzazione delle eventuali ulcerazioni presenti in loco.

Tra le piante ad azione lenitiva e protettiva locale sono da preferirsi, nel trattamento delle MICI, quelle ad alto contenuto di tannini rispetto alle specie vegetali della stessa classe ad alta concentrazione di mucillagini. Ciò principalmente perché le piante a tannini (Mirtillo Nero, Thè e Tormentilla) possiedono anche un discreto potere astringente, utile per contenere la diarrea cronica spesso presente nei soggetti affetti da patologie infiammatorie croniche intestinali.

Attualmente varie ricerche e vari studi sono volti a confermare e ad approfondire il ruolo terapeutico di alcune piante nelle affezioni croniche del sistema gastrointestinale, specialmente nel caso del Morbo di Crohn e della rettocolite ulcerosa.

Nonostante il crescente interesse e il notevole impiego della medicina vegetale nel trattamento dei disturbi funzionali cronici intestinali, quali la stipsi cronica e la sindrome dell’intestino irritabile, è soprattutto la fitoterapia delle patologie infiammatorie croniche intestinali a risultare un’importante e sentito argomento di ricerca scientifica negli ultimi anni. La nuova frontiera scientifica è infatti quella di vagliare terapie prolungate a base di rimedi vegetali che aiutino a contenere e a inibire gli stati flogistici recidivanti nelle patologie infiammatorie croniche intestinali, evitando o diminuendo l’utilizzo dei farmaci di sintesi tradizionalmente in uso in queste patologie. Al contrario della farmacia allopatica, infatti, la fitoterapia delle MICI sembra presentare effetti collaterali significativamente minori se non assenti.